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  • 9/2/2020 Gita al Monte S.Primo mt. 1.692

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    Da Magreglio (CO) Read More
  • E' disponibile il Programma Alpinismo Giovanile 2020

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    L'apertura del Corso è rinviata all'11/02/2020 Read More
  • 21/11/2018 Gita al Rifugio Riva

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  • Sono aperte le iscrizioni al 21° corso di Introduzione alla Speleologia

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    L'apertura del Corso è rinviata al 12/02/2020 Read More
  • Sono aperte le iscrizioni al 38° Corso Sci Fondo Escursionismo

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    Sci Fondo Escursionismo

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Ultime dall'assembleaE' stato eletto il nuovo consiglio Sezionale

Il 10 Aprile 2018, presso la Sede Sociale, si è tenuta l'Assemblea dei Soci, nel corso della quale è stato eletto il nuovo Consiglio Sezionale.

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Riepilogo degli eventi Sezionali

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  • Q4000 - 2016

    “Il bene si fa in silenzio, tutto il resto è palcoscenico”.:
    Questa frase, breve ma ricca di significato, mi ha dato l’ispirazione per questo editoriale.Sono iscritto alla sezione di Erba da vent’anni, ma è negli ultimi tempi che mi sono accorto diquanto facciamo senza mostrarlo, nel silenzio, tra le nostre mura.
    Il sodalizio CAI, fondato più di 150 anni fa, si prefigge lo scopo di diffondere la conoscenza e lostudio della montagna. La nostra sezione però non si limita alla sola diffusione tra i soci, ma la“esporta” anche all’esterno verso realtà diverse.
    Un esempio è l’attività di accompagnamento in montagna dei ragazzi della Cooperativa“Noi Genitori”. Collaborazione attiva da un ventennio da parte di un gruppo di soci che,settimanalmente, s’impegnano a portare dei ragazzi disabili a visitare le nostre belle zone.”
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  • Q4000 - 2017

    Socie e Soci carissimi, ben ritrovati.
    Mi permetto di iniziare questo editoriale seguendo l’esempio del Presidente Generale del CAI quandoscrive su “Montagne 360”, non per copiare, ma perché mi riallaccio agli argomenti del suo editorialepubblicato sul numero di Gennaio 2017.
    Come ho potuto constatare in questi anni di presidenza, partecipando a varie riunioni, ho notato che ilproblema che accomuna le sezioni CAI, dalla grande alla piccola, è il tenere i soci “legati” alla sezione eassociarne di nuovi.
    Per attirare nuovi soci e mantenere quelli già iscritti, non bisogna “vendere” solo la parte economica dellatessera: assicurazione, rivista, sconti, ecc., ma bisogna sensibilizzare alla partecipazione alla vita sociale,al fare gruppo.”
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  • Q4000 - 2018

    Eravamo quattro amici al bar....
    “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo...” è questa la canzone che mi è venuta in mente in occasione dell’Assemblea Sezionale tenutasi il 23 marzo 2018, quando ho visto la presenza di una trentina di soci soltanto; assemblea importante perchè si rinnovava il Consiglio Sezionale.
    Se pensiamo che i soci nel 2017 erano 529, e che togliendo gli 89 soci giovani rimangono 440 soci con diritto di voto, vuol dire che in quella serata era presente solo il 6,8% degli elettori.
    Nessuno può dire che non lo sapeva perché sono state mandate più e-mail proprio per avvisare e cercare di far partecipare il maggior numero di persone possibile; si fa fatica a trovare 10 persone per il Consiglio direttivo.
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  • Q4000 - 2019

    Cari Soci, ben ritrovati.
    Quest’anno non vi tedierò con le solite lamentele, ma vorrei farvi riflettere su un argomento che negli ultimi tempi è tornato all’attenzione di tutti: l’inquinamento ambientale.
    Non che ce ne fossimo dimenticati ma, ultimamente, grazie a una ragazzina svedese, è tornato di prepotenza nelle cronache di tutti i giorni.
    Negli ultimi decenni l’Amministrazione Pubblica in generale ha tentato di educarci tramite spot televisivi, iniziative nelle scuole e operazioni pratiche come la raccolta differenziata. Purtroppo senza grande successo, infatti girando per le strade si può vedere come ogni angolo nascosto sia usato come discarica.
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Il Pian di Spagna

Il Pian di Spagna

Il Pian di Spagna si trova nella parte più settentrionale della Lombardia e costituisce la piccola pianura, estesa poco meno di 1600 ettari, posta alla confluenza della Valtellina e della Valchiavenna, tra il Lago di Mezzola e la porzione più settentrionale del Lago di Como. L’area è del tutto pianeggiante ed è posta a circa 200 metri sul livello del mare. L’area si estende  tra le province di Sondrio e Como e comprende cinque Comuni: Sorico e Gera Lario (Como), Dubino, Verceia e Novate Mezzola (Sondrio). Inoltre proprio nell’area del Pian di Spagna hanno origine tre gruppi montuosi dalle caratteristiche differenti: a nord-ovest le Alpi Lepontine con il versante roccioso del Monte Berlinghera (1930 metri di altitudine) che sembra scendere nel Lago di Mezzola; a nord-est le Alpi Retiche con le cime granitiche che fanno da contorno alla Valle dei Ratti e alla Val Codera e con lo sperone roccioso squadrato del Sasso Manduino (2888 metri); a sud la lunga catena delle Alpi Orobie, con lo scenografico versante Nord del Monte Legnone (2609 metri) a chiudere l’orizzonte.

L’itinerario che avremmo seguito è questo:

Casenda o Dascio - Tempietto di San Fedelino

 

L’itinerario, piacevole e tranquillo, permette di raggiungere una tra le più importanti testimonianze di epoca romanica presente nell’Alto Lario: il tempietto di San Fedelino. Da Casenda (nel Comune di Samolaco), seguendo le indicazioni per San Giovanni all’Archetto, si giunge in un piccolo spiazzo antistante i ruderi della antica chiesetta. Lasciata l’auto, si imbocca il sentiero segnalato e, passato un ponticello, ci si inoltra in un bel bosco fresco e silenzioso che costeggia il corso del fiume Mera. Raggiunto il bivio con una mulattiera che costituiva l’antica via valliva della Valchiavenna, si prosegue sempre lungo il sentiero che costeggia il fiume, passando accanto agli strapiombi rocciosi del Monte Berlinghera. Superata una piccola salita si torna a livello del fiume, mediante una scala in legno e in breve si giunge al piccolo spiazzo erboso, miracolosamente scampato alle piene del fiume, dove l’architettura romanica del tempietto accoglie il visitatore. Il luogo è particolarmente suggestivo, sospeso tra realtà e leggenda: quella del martire Fedele, soldato romano ucciso dalle guardie imperiali nel 298 e sepolto, secondo la tradizione, proprio nel punto dove oggi sorge il tempio votivo. La chiesa è raggiungibile anche con un altro percorso, più lungo rispetto a quello fin qui descritto, che parte dall’abitato di Dascio. Un’altra opportunità può essere quella di raggiungere il tempietto con la barca partendo dal porticciolo di Verceia.

Durata del percorso: massimo 3 ore – Percorso facile e accessibile a tutti.

Punti di partenza percorso: Casenda (comune di Samolaco) oppure  Dascio (comune di Sorico)

Periodo migliore: novembre – maggio per l’avvistamento dell’avifauna; tutto l’anno per la visita al tempietto di San Fedelino e per le altre attrattive turistiche e culturali.

Tematiche da sviluppare: l’ecosistema delle zone umide, il bosco igrofilo, avifauna acquatica, geomorfologia del territorio, emergenze architettoniche e culturali.
 

 

Aspetti artistici del tempio romanico di San Fedelino

Sulla riva occidentale del Lago di Mezzola, in un luogo appartato e silenzioso, sorge il tempietto di San Fedelino. Secondo la tradizione la chiesa fu eretta nel luogo del ritrovamento, avvenuto nel 964, delle ossa del martire Fedele. Secondo fondi di archivio il martirio risale però al lontano 298, epoca in cui l’impero romano era governato dall’imperatore Diocleziano in Oriente e dall’imperatore Massimiano in Occidente. È il periodo delle ultime e feroci persecuzioni contro i cristiani. Fra i nuovi convertiti al cristianesimo vie è anche Fedele, soldato della Legione Tebea che, scoperto, viene catturato e portato a Milano. Con l’aiuto di altri prigionieri Fedele riesce a fuggire risalendo il Lago di Como, a bordo di una piccola barca. Giunto nel Comune di Samolaco, in località Torretta, viene nuovamente catturato dagli inseguitori e barbaramente ucciso. Oltre sei secoli più tardi, per ricordare quel tragico evento, venne edificata la piccola chiesa che costituisce oggi uno dei più significativi esempi di architettura romanica della diocesi di Como. L’edificio è a pianta quadrata con abside semicircolare divisa in tre settori da lesene. L’interno, da cui si accede da due entrate poste lateralmente, conserva nel semicatino della piccola abside, un bellissimo dipinto databile tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, raffigurante il Cristo Pantocratore, affiancato da due angeli e, più sotto, gli apostoli disposti a semicerchio. Degna di attenzione è anche la bella volta a crociera, ritenuta tra le più antiche della diocesi di Como.